Questa settimana si è celebrata la Giornata mondiale dell’Alimentazione.
E’ stata una valida occasione per porre l’attenzione sul cibo ed il rapporto con esso.
Sempre più nella società di oggi il rapporto con il cibo è complicato e condizionato da molteplici fattori.
Sempre più è difficile adottare un regime alimentare sano ed attenersi ad esso.

Numerose sono le persone che, pur desiderandolo, non riescono a perdere peso e si interrogano sul perchè sia difficile per loro attenersi ad un regime alimentare specifico.
In base alle risposte che si danno prendono provvedimenti: sperimentare diete differenti, cambiare nutrizionista, dietologo, modificare attività sportiva praticata.

Le giustificazioni che ciascuno si da sono le più disparate e a prima vista sembrano avere un certo senso, ma le vere motivazioni dell’interruzione della dieta vanno cercate altrove. La causa di questi insuccessi può non essere il tipo di dieta, il ritmo di vita, l’assenza di aiuto famigliare ma l’approccio mentale al cibo, alla dieta e a tutto quello che ci ruota intorno.

Come può entrare in gioco lo psicologo?
Lo psicologo può essere un valido aiuto per tutte le persone che iniziano una dieta e per le quali la possibilità di mantenere stabilmente un peso adeguato (normopeso) è un fattore fondamentale di benessere. Le competenze dello psicologo possono aiutare la persona a modificare l’approccio mentale fallimentare nell’approcciarsi al cibo e all’alimentazione.
Il lavoro di supporto è solitamente finalizzato a:
1) modificare l’atteggiamento mentale sabotante;
2) sostenere la motivazione personale;
3) lavorare sugli aspetti emotivi in caso di alimentazione emotiva;
4) aumentare l’autostima, l’autoefficacia e la resilienza;
5) accrescere la consapevolezza alimentare;
6) imparare strategie di gestione dei momenti di fame e tentazioni alimentari;
7) imparare a mangiare consapevolmente.

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