Domani le scuole riaprono i battenti!!! Numerosi docenti torneranno ad esercitare la loro professione a stretto contatti con i bambini.I bambini e gli adolescenti si relazionano con i propri docenti per due terzi della loro giornata e ciò da al docente un ruolo di estremo rilievo nella formazione e nella crescita individuale, affettiva e relazionale dell’alunno.

Dirigenti e docenti sono quotidianamente chiamati a farsi carico di difficoltà a livelli differenti: didattico – educative da un lato e relazionali dall’altro (mediazione con famiglie ed altre agenzie educative). Il carico di lavoro che grava sui docenti aumenta in modo significativo ed in modo altrettanto significativo può incidere negativamente sulla qualità dell’insegnamento.

Introdurre nella realtà scolastica la figura dello psicologo/psicoterapeuta con la finalità di garantire benessere e salute dei vari attori del mondo scuola potrebbe essere un importante passo avanti.

Cosa ne pensano gli insegnanti?
È stata condotta dal Gruppo di Lavoro Nazionale di Psicologia Scolastica una indagine esplorativa che ha coinvolto 440 insegnanti provenienti da tutta Italia ed operanti in tutti i gradi scolastici, dall’asilo nido alla scuola secondaria di primo e secondo grado.
I nodi problematici messi in luce dai docenti sono stati: gestione delle classi difficili, inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali o con disturbo specifico dell’apprendimento, gestione della comunicazione fra scuola e famiglia e coordinamento della rete.
Gli insegnanti si auspicano i seguenti interventi dello psicologo: collaborazione nella gestione dei conflitti all’interno del gruppo classe, mediazione tra insegnanti e famiglie, interventi su tematiche quali bullismo ed educazione socio-affettiva, formazione finalizzata ad acquisire strumenti per riconoscere precocemente problematiche di varia natura e poterle affrontare.

Cosa può fare lo psicologo in seduta?
– mettere a fuoco disagio e difficoltà;
– acquisire consapevolezza circa dinamiche personali e di classe disfunzionali ed in quanto tali capaci di generare malessere;
– acquisire consapevolezza circa risorse individuali, di team e di classe;
– fornire strumenti per la gestione delle classi difficili;
– fornire strumenti per la gestione delle problematiche comportamentali, relazionali e di apprendimento;
– fornire strumenti per la precoce identificazione di situazioni di disagio.

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