Oggi Giornata Mondiale contro il cancro.


Quale reazione alla malattia?
La modalità con la quale si reagisce al proprio stato di salute o di malattia, così come allo sviluppo, al decorso e alla prognosi stessa della malattia oncologica sono influenzati dall’interazione di diversi fattori: di tipo biologico, psicologico e sociale. Ogni paziente vive e affronta la malattia in modo soggettivo e unico attivando un processo di adattamento alla nuova condizione fisica, che comporta una cambiamento radicale nella vita.
La comunicazione della malattia tumorale rappresenta un evento stressante, segna un cambiamento non solo fisico ma anche mentale: cambia il modo di percepire e sentire il proprio corpo, cambia la percezione che si ha del mondo, cambiano le relazioni sociali e interpersonali. È un momento delicato e difficile per il paziente e  per i familiari: cancro è una parola che evoca emozioni angoscianti, rimanda a scenari altamente catastrofici, ad una “condanna a morte”.

Cosa può fare lo psicologo?
Lo psicologo può fare molto all’interno dell’équipe medica riconoscendo i bisogni del paziente e aiutandolo ad affrontare il percorso di cambiamento fisico e psicologico che lo aspetta.
Il paziente viene aiutato ad elaborare il trauma conseguente alla diagnosi di tumore:
– contenimento di ansia ed emozioni negative;
– mobilitazione di meccanismi di difesa funzionali;
– facilitazione della comunicazione e dell’espressione di emozioni negative.
È fondamentale rispettare i tempi soggettivi di accettazione della diagnosi medica, sostenendo e accogliendo le paure, i timore, i dubbi iniziali del paziente.
Il paziente una volta superata la fase iniziale di disorientamento potrà avviare un percorso di elaborazione/integrazione della malattia nella propria esperienza di vita, fino ad arrivare ad una piena consapevolezza e accettazione della patologia. In questa fase lo psicologo potrà aiutare il paziente a gestire la malattia, incoraggiare l’espressione e la comunicazione delle emozioni coinvolgendo anche i familiari, sviluppare modalità più adattive di affrontare la malattia, dare un senso a quanto accaduto, ridare un senso di speranza e ottimismo verso il futuro.

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