Settembre è arrivato e con esso l’inizio di asili nido e scuole dell’infanzia. Molti bambini e genitori si troveranno per la prima volta a misurarsi con l’esperienza della separazione.Spesso queste prime esperienze vengono sottovalutate o affrontate con modalità poco attente al vissuto emotivo del bambino. È invece importante avere presente che le prime esperienze di questa natura suscitano nei bambini vissuti ambivalenti: da un lato troviamo la curiosità della scoperta di un mondo diverso da quello familiare, la possibilità di allacciare relazioni nuove con adulti che non fanno parte della cerchia familiare e con coetanei con cui condividere giochi e interessi, il desiderio di esplorare autonomamente nuovi spazi di vita; dall’altro c’è inevitabilmente la difficoltà nel “lasciare andare” con serenità le persone amate, la paura che non tornino a prenderli che può trasformarsi in vero e proprio terrore dell’abbandono.

 

Esempi di modalità disfunzionali con cui può essere affrontato questo momento
Prassi comune è quella di distrarre
il bambino prima che la figura di riferimento presente si allontani con l’intento di evitargli il dolore del distacco da essa. Questo comportamento, non solo risulta inefficace da un punto di vista educativo, ma rischia di essere controproducente rispetto alla necessità di aiutare il bambino a vivere, capire e gestire le proprie emozioni. Scoprire improvvisamente che la figura di attaccamento si è allontanata senza salutare non gli consente di modulare l’angoscia che prova, né di trovare rassicurazione e conforto.

Come mai diversi vissuti di separazione?
Uno dei fattori che condiziona l’esperienza di separazione ed il vissuto emotivo ad essa connesso è la modalità di attaccamento sviluppatasi nei primi anni di vita. L’accudimento che ciascun bambino riceve dai propri genitori rappresenta il substrato delle sue competenze emotive, relazionali, sociali e addirittura genitoriali. Affinché un bambino possa sviluppare un buon concetto di Sé è necessario che il genitore comunichi con lui in modo efficace, incoraggi il contatto sociale, lo aiuti ed affianchi nella gestione delle frustrazioni e si sintonizzi sui suoi bisogni emotivi. Se il modo di relazionarsi al figlio risulta connotato positivamente in termini fiducia, attenzione e interesse nei suoi confronti, egli svilupperà un senso di Sé competente. Gli altri rappresentano eloquenti cartine di tornasole delle nostre vicissitudini interne. Spesso un comportamento disfunzionale o il palesarsi di un sintomo, divengono l’unica risposta possibile ad un mondo esterno incapace di guardare, cogliere e legittimare. Alla luce di ci; [ importante non sottovalutare la portata delle prime esperienze di separazione dalle figure di rifermento: le modalità con cui i bambini imparano a gestirle influenzeranno in modo significativo la sicurezza in se stessi e la fiducia nell- altro. Rappresenteranno soprattutto, un modello relazionale con cui gestiranno le future esperienze di separazione.

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