Dopo gli attentati recenti in Francia, in Belgio e in Inghilterra il terrorismo è divenuto uno di quei temi con i quali ci ritroviamo a confrontarci quotidianamente, quasi costretti a fare i conti con una realtà sempre più incalzante.

Inevitabilmente  ci si pone tutta una serie di domande…

 …una di queste riguarda la mente di un attentatore: Quali meccanismi si pongono alla base del fanatismo?
Diversamente da quanto naturalmente si sarebbe portati a pensare gli attentatori difficilmente sono dei sadici o degli psicopatici. Gli psicologi sociali Reicher e Haslam sostengono che nella maggior parte dei casi si tratta di persone ordinarie vittime delle dinamiche di gruppo delle realtà cui appartengono.

…una seconda domanda riguarda le ragioni che possono portare una persona ad essere attirata da organizzazioni terroristiche.
Alcuni elementi risultano essere importanti:
– Il fatto di offrire una comunità di supporto nel perseguimento di un nobile obiettivo;
– Il fatto di offrire legami affettivi centrati su una causa comune: gruppi sportivi, gruppi culturali, gruppi di difesa dell’ambiente;
– La dimensione del piccolo e coeso gruppo;
– Il fatto di offrire, oltre al supporto e alla consolazione, narrative adatte e utili a dare un senso alle esperienze di cui sono protagonisti

Esiste un nesso tra reazioni del mondo agli atti terroristici e terrorismo?
Ad oggi poca attenzione si è prestata al fatto che le nostre reazioni agli atti terroristici possono essere antefatto degli atti stessi. Un atteggiamento che dovrebbe essere oggetto di attenzioni è quello di “non riconoscimento” nei confronti di alcune minoranze ed appartenenze. Parlare di “non riconoscimento” significa riferirsi all’esperienza di trovarsi in una situazione in cui gli altri dubitano o negano una data identità.  Si tratta di una esperienza che può, in determinate circostanze, determinare ira e cinismo verso le autorità e che può spostare l’ago della bilancia dai leader che dicono: “Collaborate con le autorità; sono vostre amiche”, verso quelli che insistono: “Le autorità sono vostre nemiche”.

 

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