Oggi, 15 marzo 2017, si celebra la VI Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata alla lotta ai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). A promuoverla è l’Associazione “Mi Nutro di Vita”, in collaborazione con le altre Associazioni dedicate ai disturbi alimentari. Per conoscere le iniziative di sensibilizzazione si può fare riferimento al sito www.minutrodivita.it.Proporzioni del fenomeno

I Disturbi del Comportamento Alimentare non accennano a diminuire.
In Italia interessano circa 3 milioni di persone, in gran parte adolescenti.
L’incidenza dell’Anoressia Nervosa è stimata essere di almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne, mentre è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini.
L’incidenza della Bulimia Nervosa è stimata essere di almeno 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne e di circa 0,8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini.
I Disturbi Alimentari nell’ambito delle patologie psichiatriche presentano il più alto indice di mortalità, in particolare, nel caso dell’anoressia nervosa il rischio di morte è 5-10 volte maggiore di quello di persone sane della stessa età e sesso.

Quale migliore approccio?
L’alta incidenza e l’altro rischio di mortalità impegnano i professionisti in una diagnosi precoce e a un intervento terapeutico corretto, centrato non solo sul comportamento alimentare ma anche sul disagio emotivo sottostante il sintomo, sulla sofferenza familiare, e sull’eventuale coesistenza con altre problematiche psichiatrihe. Il trattamento di questi aspetti può richiedere tempi diversi e prevede interventi in combinazioni variabili: psicofarmacologici, nutrizionali, psicoterapeutici individuali o di gruppo, di terapia familiare. L’impegno e la costanza dei familiari nel seguire la terapia è un elemento imprescindibile per la riuscita della stessa.

DCA ed infanzia
Perché chiamare in causa l’infanzia? Perché l’esordio dei DCA è sempre più precoce: negli ultimi anni si è registrato un abbassamento dell’età fino agli 8/9 anni. Ciò è verosimilmente dovuto sia a cause biologiche quali l’abbassamento dell’età puberale nelle bambine che a fattori sociali quali l’esposizione, attraverso ai social, a modelli di bellezza irraggiungibili.

Con riferimento a questa fascia di età, nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), l’American Psychiatric Association ha classificato una nuova forma di DCA, il Disturbo dell’alimentazione evitante o restrittivo (ARFID-Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder). Si tratta di una forma di alterazione del comportamento alimentare che colpisce soprattutto i bambini, già da 2-3 anni fino alla preadolescenza, e in particolare i maschi. Può manifestarsi in diverse forme, la più comune delle quali è un eccessiva selettività del cibo: chi ne è affetto infatti potrebbe prediligere solo alimenti di un determinato colore o di una specifica consistenza. L’ARFID può manifestarsi anche sotto forma di una assunzione insufficiente di cibo. Chi ne è colpito potrebbe non assumere tutte le sostanze nutritive necessarie con possibili complicanze mediche e difficoltà che possono interferire con una corretta socialità.

Per questo motivo, come per gli altri DCA, è fondamentale un trattamento precoce e multidisciplinare.

Data la fascia di età è indispensabile la collaborazione della famiglia. Collaborazione che inizia dal prestare attenzione, senza allarmismi ai primi segnali. “Non assaggia niente”, “Non sembra proprio interessato al cibo”, “Questo non riesco a farglielo mangiare” sono alcune delle frasi che frequentemente si incontrano nelle esperienze di genitori. In molti casi si tratta di problemi che si risolvono spontaneamente, in altri tendono a protrarsi nel tempo e a trasformarsi in veri e propri disturbi.

 

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