La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica e non infettiva della cute che colpisce il 4% della popolazione. È una malattia che segna sì la pelle ma che colpisce anche la psiche: la psoriasi si accompagna spesso a sintomatologia ansiosa e depressiva.

Impatto psicologico della psoriasi
La psoriasi ha un forte impatto psicologico individuale e può per questo andare ad incidere in modo significativo sulla vita di relazione, sul funzionamento affettivo, lavorativo ed economico. L’impatto psicologico è tanto più marcato quanto più l’esordio è precoce ed i segni della malattia evidenti.
Uno studio italiano presentato a Roma nel febbraio del 2008 ha restituito dati interessanti: il 46% dei pazienti complessivamente presi in considerazione lamenta un disagio psicologico, mentre l’11% una vera e propria sofferenza psicopatologica. In entrambi i casi ad essere maggiormente interessate sono le donne.

È quindi necessario valutare sempre l’impatto psicologico e psicopatologico in sede di presa in carico del paziente. In assenza di questa attenzione si riduce drasticamente la complince del paziente al trattamento.

Un disagio diverse cause
Per la maggioranza dei pazienti la psoriasi impatta negativamente sulla qualità della vita. L’origine del disagio può essere differente.
Alcuni pazienti circoscrivono ai sintomi veri e propri il proprio disagio: sono le lesioni, il dolore ed il prurito il loro focus.
In altri casi sono invece le false credenze legate alla psoriasi la fonte della sofferenza: è infatti ancora molto diffusa la credenza circa la contagiosità della malattia, da qui un’emarginazione sociale nella quotidianità lavorativa e dei rapporti interpersonali.
Alcuni pazienti riportano un impatto del trattamento sulla loro qualità della vita: il paziente deve sottoporsi tutti i giorni alle terapie, da quella topica (uso di pomate e unguenti che richiedono anche due ore di tempo) a quella sistemica. L’impatto del trattamento è aggravato dall’ansia di non guarigione che spesso attiva un peregrinare tra specialisti differenti e proposte di cura differenti.
Non bisogna trascurare il disagio che vive il paziente in famiglia, sentendosi un peso, e il disagio che vive la famiglia nella gestione del congiunto. Uscire di casa porta il paziente a vivere lo stigma e di conseguenza vengono attivati meccanismi di evitamento dei rapporto con il mondo con lo circonda e con essi si priva di una serie di opportunità, dallo svago allo sport.
Infine, c’è l’aspetto legato alla sfera sessuale: tre pazienti su quattro lamentano grande disagio psicologico che aumenta con l’estensione corporea della malattia, in modo particolare quando la psoriasi si manifesta anche in area genitale.

 

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