Il 23 luglio ricorre la Seconda Giornata Mondiale della Sindrome di Sjögren.
La sindrome di Sjögren è una rara patologia autoimmune, sistemica e degenerativa. È una patologia altamente invalidante che colpisce soprattutto le donne e che aggredisce gran parte degli organi del corpo umano, come gli occhi, la bocca, la pelle, l’esofago, i reni, il pancreas, il fegato, il cuore, i polmoni e gli apparati genitale, cardiocircolatorio e osteo-articolare.

Riabilitazione nella Sindrome di Sjögren
Il progetto riabilitativo presuppone un’attenta valutazione della persona e del suo stato di salute da di un team multidisciplinare composto sia da figure mediche che tecniche (fisioterapista, terapista occupazionale). La disabilità nel caso di questa sindrome è il risultato dell’interazione tra i fattori fisici, correlati alla patologia di base, e fattori indipendenti dalla malattia, di tipo bio-psico-sociale. Si rivela quindi necessario promuovere delle linee guida che considerino questo secondo ordine di fattori

Il supporto psicologico
Il supporto psicologico ha una duplice finalità:
-Accettazione della malattia e della sua cronicità;
-Fornire strumenti atti a modificare il modo di affrontare le disabilità conseguenti ed associate alla patologia stessa.
La tipologia di intervento è opportuno che vari in funzione di età, quadro clinico ed andamento degenerativo della malattia. È possibile pensare ad interventi psicoterapeutici o psico-educativi.

Ergonomia posturale, gestuale e terapia occupazionale
L’ergonomia posturale e gestuale unita alla terapia occupazionale interviene nell’ambito lavorativo, domestico e ludico della persona. Si fa riferimento a tutta una serie di interventi finalizzati a prevenire infortuni o danni fisici sul luogo di lavoro

 

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