Perdere una persona cui si è legati è da sempre una delle esperienze più dolorose e difficili da affrontare, e che chiama in causa alcuni tra i più intimi vissuti dell’uomo. Per quanto dolorosa è un’esperienza che può essere vista in chiave evolutiva, di crescita nella misura in cui interpretata genera cambiamento. Elaborare il lutto offre infatti l’occasione di fermarsi e riflettere concedendosi così l’opportunità di aumentare la consapevolezza di sé, dei propri valori, bisogni, desideri, risorse…può aiutare nel completare o ridefinire la propria identità.

Ma cosa intendiamo con il termine lutto?
“Lutto” viene dal latino “luctus” ossia “pianto”. Il termine viene comunemente utilizzato per indicare da un lato l’insieme delle reazioni psicologiche, emotive e comportamentali che si sperimentano quando si perde una persona significativa, dall’altro i rituali collettivi, sociali e pubblici previsti nelle diverse culture quando viene a mancare una persona.

Elaborazione del lutto…
…tempi e modalità
I tempi e le modalità di elaborazione del lutto sono molto personali e differenti dal momento che dipendono dalle peculiarità di funzionamento individuale e dalla modalità con cui si è soliti affrontare la vita.
Per quanto concerne i tempi alcune persone superano il lutto in breve tempo, altri lo portano dentro di sè a lungo.
Anche il modo di manifestare il lutto può assumere forme diverse: alcune persone si comportano in maniera distaccata e controllata mentre altre piangono e si disperano, alcune ricercano il supporto sociale, altre l’isolamento… Sembrerebbero esservi anche differenze di genere: rispetto agli uomini le donne tendono ad esternalizzare e condividere maggiormente. Al di là delle peculiarità personali altri fattori entrano in gioco nella definizione dei vissuti di perdita e di conseguente elaborazione: il grado di parentela, l’intensità e la qualità della relazione con il defunto e le modalità in cui è venuta a mancare una persona.
…vissuti psicologici
Tra i vissuti psicologici che si riscontrano più frequentemente nel momento di lutto troviamo solitudine, vuoto ma anche rabbia. Facilmente intuibili la presenza di solitudine e vuoto meno intuitiva la rabbia. Piuttosto frequentemente la rabbia si manifesta come risentimento verso la persona deceduta che ci lascia soli, verso un destino avverso, oppure ancora verso le proprie convinzioni spirituali laddove si sia fedeli. Talvolta può essere presente senso di colpa nei confronti della persona che è venuta a mancare.

Quando considerare un percorso individuale?
Sofferenza, vuoto, rabbia, colpa sono vissuti emotivi fisiologici e comprensibili in reazione ad una perdita. Nel momento in cui questi vissuti dovessero protrarsi per un periodo eccessivo o palesarsi con una intensità oltre la soglia individuale è opportuno prendere in considerazione un percorso psicologico. Una reazione qualitativamente o quantitativamente eccessiva può generare una condizione di accentuato dolore da cui è difficile uscire da soli ed avere a cascata degli effetti sulla qualità della vita e sul funzionamento generale (relazionale, sociale, affettivo). Un percorso individuale può offrire uno spazio contenitivo e accogliente nel quale procedere ad una comprensione ed accettazione della perdita e quindi al suo superamento.

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