Se il paziente è un bimbo come approcciarsi?
È possibile che ad arrivare in studio non sia un adulto, ma bambini, in questo caso a maggior ragione ci troviamo ad implementare un intervento non solo sul singolo (il bambino), ma su di un sistema (in primis i genitori).

Sintomi in età evolutiva: valore e significato
Spesso il sintomo in età evolutiva è lo strumento utilizzato dal bambino per “curare” la relazione con il genitore che manca della necessaria sintonia tra richieste e bisogni del bambino e stile genitoriale.

Intervento con il bambino
Lavorando con il bambino è indispensabile focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti
– prestare più attenzione alla relazione e al clima/vissuto emotivo che sintomo;
– proporsi come base sicura quindi come riferimento in un processo di apertura ed esplorazione;
-dare al bambino la possibilità di sperimentare una nuova modalità di relazione generalizzabile poi nel contesto di vita quotidiano;
comunicazione emotiva ossia è importante che il terapeuta presti attenzione alle proprie emozioni, guidi il bambino nell’esperire le emozioni, si sintonizzi emotivamente con lui.

Intervento con i genitori
Il lavoro psicologico in età evolutiva prevede un intervento sul sistema all’interno del quale il bambino vive quotidianamente. In primo luogo prevede il coinvolgimento dei genitori che devono divenire a tutti gli effetti protagonisti ed attori della terapia del bambino.
Su due aspetti cruciali è importante focalizzare l’attenzione:
– la tipologia di legame instauratosi tra genitori e bambino al fine di definirlo e ricostruirne l’evoluzione, i punti di forza e gli eventuali elementi disfunzionali che potrebbero concorrere alla genesi del sintomo e al suo mantenimento;
– le modalità comunicative onde favorire una comunicazione semplice, esplicita e diretta.

 

Ti piace ciò che scrivo? Condividi sui social. Grazie!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •