La dipendenza da internet è una delle nuove forme di dipendenza.
Si tratta di una problematica ancora in fase di definizione che si riferisce all’uso eccessivo di internet associato ad irritabilità ed umore negativo nel momento in cui si è deprivati della possibilità di accedere alla rete. In modo analogo a quello che accade nei disturbi del controllo degli impulsi emozioni negative quali ansia e tensione vengono temporaneamente sostituiti da un senso di piacere e benessere nel momento in cui si usa o abusa della rete.

Quali elementi caratterizzano in modo distintivo la dipendenza da internet?
Ad oggi gli elementi che vengono più frequentemente vengono citati come distintivi sono:
– la presenza di preoccupazione e inquietudine riferite ad internet;
– la necessità di aumentare il tempo speso collegati ad internet per raggiungere lo stesso grado di soddisfazione precedente;
– i ripetuti sforzi di limitare l’uso di internet;
– l’irritabilità, i vissuti depressivi e l’instabilità emotiva provati a fronte di una limitazione dell’uso di internet;
– il passare online più tempo di quanto stabilito;
– il mettere a repentaglio lavoro o relazioni importanti per passare del tempo su internet;
– il mentire ad altre persone circa il tempo che si passa su internet;
– l’utilizzo di internet come strumento di regolazione delle emozioni negative quali il senso di solitudine e la tristezza.

Gli elementi suddetti suggeriscono che si può parlare di dipendenza da internet nel momento in cui l’uso eccessivo o improprio della rete arreca danno al funzionamento lavorativo, scolastico, relazionale e generale della persona.

Alcune ricerche suggeriscono che è possibile distinguere tra forme specifiche ed aspecifiche di dipendenza da internet; nel primo caso si ha una dipendenza da funzioni o servizi specifici quali scommesse, sesso, shopping, chat online, nel secondo è una dipendenza più generalizzata.

Esistono target più vulnerabili?
I dati oggi disponibili non consentono di delineare un “identikit” delle persone potenzialmente più vulnerabili. Nonostante ciò le statistiche suggeriscono che sono maggiormente a rischio i giovani uomini single, gli studenti universitari, le donne di mezza età e le persone con livelli di istruzione più bassi e persone con specifici disturbi (dipendenze e depressione) o tratti (timidezza estrema e bassa autostima) psicologici.

Come intervenire?
Un intervento di tipo psicoterapeutico si rivela essere necessario. Il focus dell’intervento è duplice:
– ridurre in modo graduale il comportamento di dipendenza
– individuare i bisogni soggiacenti la dipendenza ed identificare modalità alternative per soddisfarli.
È fondamentale anche un lavoro finalizzato al recupero di un adeguato funzionamento lavorativo, scolastico e relazionale.

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